Casey Spooner 2020 Manifesto

Non molto tempo fa, fra un Whatsapp e l’altro con il nostro amico Casey Spooner, ricordando lo shooting che avevamo realizzato per Toh! N.23 ci siamo chiesti: Perché non farne uno nuovo? Certo a questo giro non saremmo volati a New York viste le circostanze, ma ci siamo coordinati e quello che state per leggere in queste pagine è il risultato, dove oltre alle incredibili foto di Jun Li abbiamo chiesto a Casey di scrivere di suo pugno un testo. Nasce così SPOONER2020 The Manifesto, in cui l’artista come un fiume in piena ci racconta la sua avventura, che lo ha allontanato e poi riavvicinato alla sua America, sia umanamente che artisticamente, dallo shock dell’elezione di Trump a Presidente alla sua dipartita.
Not long ago, between a Whatsapp and the other with our friend Casey Spooner, remembering the shooting we had made for Toh! N. 23 we asked ourselves: Why not make it a new one? Of course we would not have flown to New York this time, under this circumstances, but we coordinated each other’s. So what you are about to see and read in these pages is the result, where in addition to the incredible photos of Jun Li we asked Casey to write a text by himself. . Thus was born SPOONER2020 The Manifesto, in which the artist, like a river in flood, tells us about his adventure that distanced him and then brought him back to his America, both humanly and artistically, from the shock of Trump’s election as President to his departure. 
(Full english text at the end of the Italian article)

Photography by Jun Lu
All clothes, custom-design by Fabio Zambernardi for Casey Spooner.

Casey Spooner Prada

“Essere un cittadino degli Stati Uniti d’America: una storia lunga, e anche abbastanza difficile da raccontare. Una nazione miope, così come il culto della celebrità a cui ha dato vita e su cui continua ad appoggiarsi, un luccichio accecante senza fine.

Un processo implacabile: la spossante sensazione di dare un valore alle cose che contano in uno scenario in cui la mancanza di attenzione è ormai una delle caratteristiche principali del potere. Se sei una persona dotata di almeno un minimo di intelligenza, ti ritroverai stanco, e schizofrenico.

Nel 2016, subito dopo l’elezione di Trump, sono imploso. Avevo già i miei problemi con New York City, l’idea del capitalismo, la condizione di artista. Ma poi, con l’elezione a Presidente di un divo dei reality… il mio compasso morale è andato in cortocircuito, girava all’impazzata alla ricerca di un senso. Sentivo il mio spirito sbriciolarsi, e allo stesso tempo mi sentivo in diritto di comportarmi come la peggiore checca nell’universo.

Fortunatamente avevo già cominciato una serie di lavori che si confrontavano con il tema dell’omosessualità nell’era della PrEP e della digital culture, una sorta di urlo disperato contro il conservatorismo di un politico da strapazzo alla ricerca del facile consenso. Sentivo di avere una missione, essere me – al 100% – come atto di ribellione. In un certo senso mi ha dato un nuovo obiettivo e qualcosa contro cui combattere. Era soltanto l’anno zero di questa follia collettiva chiamata U.S. Government.

Casey Spooner Prada
Casey Spooner Prada

Subito dopo avere affrontato quelle che definisco le basi del processo creativo legato all’album ‘Sir’, ovvero la mostra, il libro, gli spettacoli e i video, ho lasciato gli Stati Uniti.

Ero veramente stanco di queste stronzate. Sono andato a Rio, volevo solamente dormire e far sesso – ne avevo bisogno! Poi ho raggiunto Parigi, l’obiettivo era di trascorrervi tre giorni. E sono stati tre giorni magnifici, in cui ho avuto l’opportunità di collaborare con Mirwais e di andare alla prima di uno spettacolo con Alexander Ekman all’Opera Garnier in un abito da sera disegnato da Ludovic de Saint Sernin.

Il giorno dopo lo spettacolo mi sono risvegliato in hungover nel letto di un fotografo con cui avevo passato la notte e ho deciso di non prendere il volo di ritorno. La migliore decisione della mia vita. È una cosa che raccomando con tutto il cuore: mai prima di allora avevo deciso di saltare un volo di ritorno, e lasciamelo dire: mi ha cambiato la vita.

È stata una scelta di getto. Sul momento non mi rendevo bene conto di quali fossero e motivazioni, ma col senno di poi credo sia stata una sorta di stanchezza nei confronti dell’America ad obbligarmi a rimanere a Parigi. All’inizio mi sentivo quasi colpevole: abbandonavo il mio paese nel momento del bisogno. Ma avevo bisogno di spazi. Avevo bisogno di guarire in un luogo diverso, un luogo in cui non riuscivo a capire cosa dicessero le persone e soprattutto non riuscivo neanche a seguire le notizie. 

Parigi si è rivelata il luogo perfetto per nascondersi e pensare.

Casey Spooner Prada

Nel Novembre 2018 mi trovavo nel ‘profondo Sud’ conservatore per trascorrere la vigilia del Ringraziamento con la famiglia. Avevo appena concluso un tour lungo il paese in occasione dell’ultimo album dei Fischerspooner. Uno degli obiettivi era sensibilizzare il pubblico a registrarsi per il voto in quelli che erano i distretti più vulnerabili. Il piano è fallito, ma la molla creativa del tutto è rimasta radicata dentro di me.

Ero a casa, e in tv mi imbatto nella strana telepromozione di una hotline chiamata “1-800-thank your president” – chiamando, si poteva registrare un messaggio di ringraziamento per il Presidente. A presentarla, Brad Parscale, campaign manager di Trump. Era la comunicazione politica più assurda che avessi mai visto. Immondizia pura, un mucchio di bugie. E soprattutto, una cosa così terribile che avevo il dubbio si trattasse di una parodia. Ma c’era poco da scherzare purtroppo, era la nuova irrealtà in cui ci ritrovavamo improvvisamente immersi.

Sono stato stranamente perseguitato da questa squallida pubblicità. Non riuscivo a smettere di pensarci. Quell’estetica cheap. La miriade di bugie. Quel fragile ego che immaginavo avesse quell’uomo per il bisogno di sentirsi ringraziare da parte di estranei per un lavoro non fatto bene. Non ho potuto fare a meno di pensare che avrei potuto fare uno spot migliore.

Una parte fondamentale del mio lavoro come artista è il modo in cui metto insieme team creativi per realizzare campagne. E poi ho pensato … “Beh, diavolo … potrei fare una campagna migliore. E poi ho pensato … “è triste ma vero … potrei essere un presidente migliore”. E poi, quando ho visto le riprese di Michelle Obama durante il suo tour promozionale al Barclay’s Center di Brooklyn con indosso uno stivale scintillante Balenciaga e un vestito di seta gialla in conversazione con Sarah Jessica Parker … ho realizzato che avrei dovuto lavorare ad un progetto a tema presidenziale sulla collisione della politica e dello spettacolo.

Casey Spooner Prada
Prada

La prima persona a cui l’ho detto è stata Leanne, la compagna di lunga data di mio padre. Eravamo nella cucina di mia nonna una sera tardi durante le vacanze di Natale. Sembrava folle, ma le piaceva. Mi ero stancato del mio personaggio da pornostar degli anni ’70 che avevo vestito negli ultimi quattro anni.

Ero pronto per un nuovo look e volevo invecchiare con grazia. Stavo iniziando a pensare al mio prossimo cinquantesimo compleanno. Forse era ora di appendere il perizoma e mettersi una maglietta …

Ho lanciato  su Instagram la mia campagna nel gennaio del 2019. La reazione è stata divisa, ma Gareth Hague, un designer tipografo con cui avevo lavorato anni fa, ha immediatamente espresso interesse nel progettare un logo e un’identità visiva. Entro un paio di giorni ci aveva fornito diverse idee sorprendenti e ne abbiamo scelta rapidamente una.

Il mio agente a New York non era soddisfatto dell’idea e mi ha portato ad una scelta. Minacciando potenzialmente di abbandonarmi come cliente e affermando che sarei sembrato un buffone, alienando potenziali clienti. Rispetto il suo feedback e capisco la sua esitazione.

Ma mi piace molto investire nello sviluppo di un personaggio e devo crederci. Può creare confusione perché il mio ruolo non è limitato a un film o un palcoscenico come fa un attore tradizionale. Ma essendo un  artista che gioca con l’identità, rientra nella mia vita. Crea confusione ed è ciò che amo. Perché da questa confusione nasce una sospensione dell’incredulità … se recito bene la parte.

Prada

Per i due anni seguenti ho costruito tutto intorno a questo tema e personaggio politico. Più producevo, più il mio pubblico e la mia comunità creativa partecipavano. È diventato sempre più facile lavorare poiché utilizzo i social media come album da disegno, moodboard e mezzo di distribuzione. Ho registrato un intero album a tema presidenziale a Berlino nell’autunno del 2019 con Julian Stetter, Lacquer e RGB1. È stata uno dei periodi più prolifici della mia vita. Stavo buttando giù una canzone al giorno. Penso di aver scritto 14 canzoni in 10 giorni. Ero euforico!

Allo stesso tempo sono stato coinvolto in battaglie legali con il mio ex socio in affari e una mega celebrity. È stato intenso e doloroso. Sono stato colpito da attacchi di panico e ho dovuto affrontare un’ansia come non avevo mai provato prima. Ho letteralmente pensato che stavo per morire. Ma qualcosa in queste battaglie alimentava i temi della politica e dello spettacolo. Le molestie, la manipolazione, l’intimidazione di tutto ciò sembravano direttamente collegate al potere e al modo in cui si svolge nel mondo dello spettacolo.

Stavo letteralmente vivendo una sorta di reality show infernale, ma ho continuato a lavorare. E mi sono ritrovato con un lavoro straordinario creato con un team incredibile. Eravamo tutti pronti per affrontare il 2020!

Casey Spooner Prada
Casey Spooner Prada

E poi è accaduto il 2020. Che anno fottuto. Inizialmente avevo pianificato … beh, c’erano molti piani … onestamente troppi e troppo dolorosi da elencare. Ma avevo costruito un corpo di lavoro che era sensibile al tempo. Ho dovuto andare avanti ….. e per questo sono molto grato. Mi ha fatto andare avanti anche quando non volevo. Ora che l’anno volge al termine e ripenso alle 5 canzoni (non 14) che sono stato in grado di pubblicare … Sono molto grato. Grato per l’amore e il sostegno di così tanti. Grato di essere un artista. Grato per i cambiamenti sociali che stanno avvenendo. Grato per la fine del mondo come lo conosciamo e l’inizio di qualcosa di meglio … spero. Ho speranza. Perché se riusciamo a sopravvivere al 2020 ….. possiamo sopravvivere a qualsiasi cosa.

BIGGER. BETTER AND STRONGER. SPOONER2020!”

Casey Spooner, 23 Dicembre 2020

English Text

Not long ago, between a Whatsapp and the other with our friend Casey Spooner, remembering the shooting we had made for Toh! N. 23 we asked ourselves: Why not make it a new one? Of course we would not have flown to New York this time, under this circumstances, but we coordinated each other’s. So what you are about to see and read in these pages is the result, where in addition to the incredible photos of Jun Li we asked Casey to write a text by himself. . Thus was born SPOONER2020 The Manifesto, in which the artist, like a river in flood, tells us about his adventure that distanced him and then brought him back to his America, both humanly and artistically, from the shock of Trump’s election as President to his departure. 

“It’s a very long story and a hard one to tell…to be from the Unite States of America. A myopic nation…like the celebrity culture it invented and continues to burnish to a blinding shine. The fatigue of trying to weigh real value against the vapidness of attention that has come to be equated with power, is relentless. If you have any intelligence….this place makes you so tired and schizophrenic. In 2016 after Trump was elected…I imploded. I was already struggling with capitalism, NYC and being an artist. But when a reality TV star became president…my moral compass was spun so hard, like a roulette wheel…my soul was simultaneously crushed and I was given license to be the baddest faggot in the universe. Thankfully I had already started to make a body of work about contemporary homosexuality in the age of Prep and digital culture…it became a war cry against the conservatism of a hack politician looking for an easy audience. I had a mission and being authentically me suddenly became an act of rebellion. In a way it gave me very clear purpose and I had something to push against. That was year one of the insanity called the U.S. government. After I had completed what I considered the basic creative elements of the SIR era…museum show, book, t-shirts, lectures, stage show and music videos…..I departed the USA. I was done with the bullshit. I went to Rio to sleep and fuck. I needed it! Then I went to Paris for what was supposed to be 3 days. After a magnificent 3 days that included writing with Mirwais and going to the Garnier to see an Alexander Eckman premiere in a Ludovic Sant Sernin gown…I woke up hungover with my photographer lover and decided to skip my return flight. BEST DECISION OF MY LIFE….I highly recommend skipping flights. I’d never skipped a return flight and let me tell you…my life changed. It was very intuitive. I couldn’t understand at the time why but I have since realized it was a very American fatigue that forced me to stay in Paris. Initially I felt guilty being an expatriate. That I was abandoning my country when it needed me most. But I needed space. I needed to heal in a place where I couldn’t understand anything anyone was saying and especially what the news was saying. Paris was a great place to hide and think.

In November of 2018 I was visiting my family in the conservative South for Thanksgiving holidays. I had just tried to pull off a free tour of the USA performing the last Fischerspooner album. It was intended to be an initiative to get audiences registered to vote in the most vulnerable districts across the heartland. My plan failed but putting all my creative efforts towards politics was in my heart. While home I saw a strange infomercial called “1-800-thank your president”. It was narrated by Brad Parscale, Trump’s digital media director. It was the strangest political advertising I’d ever seen. It was pure trash and full of lies. It was so bad I thought it was a parody. Unfortunately it wasn’t a joke and this feeling of unreality has sadly become the state of affairs in the USA.

I was strangely haunted by this shabby commercial. I couldn’t stop thinking about it. The cheap aesthetic. The myriad of lies. The fragile ego that I imagined needing to hear strangers thanking him for a job not done well. I couldn’t help but think that I could make a better commercial. A big part of my job as an artist is how I put together creative teams and make campaigns. And then I thought….”well, hell…I could make a better campaign. And then I thought….”it’s sad but true….I could make a better president”. With the bar being so low…it didn’t seem like much of a stretch. And then when I saw footage of Michelle Obama on her book tour at the Barclay’s Center in Brooklyn wearing a Balenciaga sparkle boot and yellow silk dress in conversation with Sara Jessica Parker…I knew I had to make a presidential themed project about the collision of politics and entertainment.

The first person I told was my father’s long term partner Leanne. I told her in my Grandmother’s kitchen late one night during Christmas holiday. It seemed crazy but she loved it. I had grown weary of my 70’s porn star persona I had been inhabiting for the past 4 years. I was ready for a new look and I wanted to age gracefully. I was starting to think about my upcoming 50th birthday. Maybe it was time to hang the thong up and put a shirt on…

I launched my campaign in January of 2019 on Instagram. The reaction was divided but Gareth Hague, a typography designer I had worked with years ago immediately expressed interest in designing a logo and visual identity. Within 2 days he had delivered several amazing ideas and we quickly chose one. My agent in NYC was not happy with the idea and took me to task. Threatening to potentially drop me as a client and claiming I would look like a buffoon, alienating potential clients. I respect her feedback and I understand her hesitation. But I really like to invest in developing a character and I have to believe in it. It can be confusing as my role isn’t limited to a film or stage like a traditional actor. As an artist playing with identity, it falls into my life. It creates confusion which I love. Because out of this confusion comes a suspension of disbelief….if I’m playing the part well.

For the next 2 years I built everything around this political theme and persona. The more I produced, the more my audience and creative community participated. It became easier and easier to work as I use social media as my sketch book, mood board and means of distribution. I recorded an entire presidential themed album in Berlin in the fall of 2019 with Julian Stetter, Lacquer and RGB1. It was one of the post prolific seasons of my life. I was knocking out a song a day. I think I wrote 14 songs in 10 days. I was euphoric!

Simultaneously I was embroiled in battles with my former business partner and a mega celebrity. It was intense and painful. I was stricken with panic attacks and having to deal with anxiety like I had never experienced. I literally thought I was going to die. But something about these battles fed into the themes of politics and entertainment. The harassment, the manipulation, the intimidation of it all seemed directly connected to power and how it’s played out in show business. I was literally living through some kind of hellish reality show but I kept working. And I ended up with an amazing body of work created with an incredible team. We were all ready to take on 2020!

And then 2020 happened. What a fucked up year. I had originally planned….well there were a lot of plans…honestly too many and too painful to list. But I had built a body of work that was time sensitive. I had to keep going…..and for that I am very thankful. It kept me going even when I didn’t want to. Now as the year comes to a close and I look back on the 5 songs (not 14) that I was able to release….I’m very thankful. Thankful for the love and support of so many. Thankful to be an artist. Thankful for the social changes that are happening. Thankful for the end of the world as we know it and the beginning of something better…I hope. I have hope. Because if we can survive 2020…..we can survive anything. BIGGER. BETTER AND STRONGER. SPOONER2020!”

Casey Spooner, December 23rd 2020

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