Noel Alejandro. Contro tutte le etichette

Noel Alejandro ha infranto le classiche regole dei film porno commerciali, prediligendo un’estetica e uno stile che esaltano la sensualità e l’intimità tra i protagonisti. Quello che ne è emerso è una cinematografia diversa e a tratti nuova per quanto riguarda il porno, difficile da etichettare. Che il porno-gay possa diventare un prodotto d’autore?

Intervista di Alex Vaccani, fotografie di Filip Vanzieleghem

Toh! — Sei un regista di film porno gay indipendenti. Quando hai capito che volevi girare questo genere di film e non quelli mainstream?

NA — Non ho mai voluto far parte del mondo del porno mainstream. Ho studiato arte e cinema a Barcellona e dopo i miei studi ho lavorato con Erika Lust, una delle più importanti registe nel panorama erotico femminile in Europa. Dopo averla affiancata per qualche anno, ho girato il mio primo film “Eloi & Biel” nel 2013, che mi ha portato a partecipare ad alcuni festival in giro per l’Europa.  Vedendo quello che c’era in giro ho notato un gap che nessuno stava colmando. A oggi ho girato dieci corti e posso dire a voce alta che sono orgoglioso di far parte di questo genere. Oggi il mondo pornografico è mal visto, ma questo è dovuto a come i registi hanno deciso di presentarlo, ovvero senza sensibilità e senza visione artistica.

Toh! — È interessante perché nei tuoi film non si percepisce finzione, è come se tu mostrassi davvero sesso intimo tra due persone. Come fai?

NA — Molti mi dicono che percepiscono una buona connessione tra gli attori e quanto ciò risulti godibile per lo spettatore. Credo che tutti noi guardiamo i film porno perché vogliamo sentirci parte della scena, ma la maggioranza del porno oggi è parte di un processo industriale dove gli attori non sentono più quello che stanno facendo, spesso sono più preoccupati se la luce illumina correttamente il six pack che alla connessione con il loro partner, come se avere un corpo perfetto fosse abbastanza da eccitare gli altri. Sbagliato!

Toh! — Come scegli gli attori? È complicato lavorare con attori non professionisti?

NA — Beh non è un processo semplice. Twitter è uno strumento potente poiché la maggior parte degli attori dell’industria usa quest’applicazione, ma fortunatamente ricevo un sacco di mail anche da persone che non ne fanno parte. La maggior parte sono ballerini e artisti che provano la curiosità e il desiderio di fare una scena di sesso naturale in uno dei miei film. Certamente questo comporta dei rischi per me, ma sono solito lavorare con attori non professionisti così sono davvero rari i casi in cui accadono inconvenienti. Fare sesso davanti alla cinepresa è facile una volta che hai deciso, ma gestire lo stress dei giorni precedenti è tutta un’altra cosa, questo è il mio monito a chi si candida.

Toh! — Per quanto riguarda la sceneggiatura, da dove trai inspirazione?

NA — Questa è la mia battaglia. Lotto sempre molto per offrire la mia visione di come il cinema dovrebbe essere e di come vedo la vita, così i miei film sono sempre una grande opportunità per trattare alcuni argomenti che solitamente non ho il coraggio di condividere con le persone. Per farti un esempio, mi reputo una persona che ha un punto di vista molto scientifico, non credo in nulla che non possa essere ricollegato alla scienza, come Dio, il paranormale o tutto ciò che riguarda lo spirituale. Nei miei film invece, spesso parlo di tutto questo perché sono per me il mezzo prediletto per esprimere tutto quello che non mi permetto di credere.

Toh! — Ho sempre creduto che ci sia una sottile linea sfocata tra arte e pornografia indipendente. Che cosa ne pensi?

NA — Per me l’arte è principalmente un messaggio, una comunicazione. Un film porno indipendente credo che possa essere girato con uno stile che offra informazioni sul suo creatore.  Se c’è uno stile e una visione allora ci possono essere dei ricettori. Credo che nell’industria pornografica ci sia una completa mancanza di tutto questo, non colgo nessun messaggio.

Toh! — Il sesso è potere e politica. Che ne pensi?

NA — Il sesso è un elemento importante della nostra società, è un qualcosa che disturba tantissimo alcune persone mentre ne delizia altre. Il modo con cui noi facciamo sesso e con chi decidiamo di farlo dicono tanto del nostro background e della nostra cultura e soprattutto chi siamo veramente. A volte non possiamo fuggire dai nostri desideri e alcuni governi usano il sesso per controllare le persone. Il modo in cui decidiamo di rappresentare il sesso in un film è il modo in cui molte persone impareranno come davvero funzionano alcune strutture sociali e come il sesso debba essere fatto o anche che cosa sia accettabile o no.

Toh! — Non credi che nel 2017 sia triste che il sesso gay sia considerato ancora un tabù?

NA — Se guardiamo indietro di circa venti anni, la vita omosessuale era rinchiusa ancora nei ghetti. Ma ancora oggi molto lavoro deve essere fatto per far sì che sia completamente accettato, nelle società moderne vediamo come le cose stanno cambiando. Ci sono ancora molte persone che considerano indecente la foto di due ragazzi che si baciano, come qualcosa che non dovrebbe apparire in una pubblicità o in televisione, ma sta a noi spingere oltre questi confini e far cambiare la direzione alle cose. Normalizziamo il sesso gay.

Toh! — È difficile lavora in questo business?

NA — Sono regista, ma anche produttore e distributore, e a volte incontro un sacco di problemi, perché se fai pornografia nessuno ti vuole, Paypal non ti vuole, la maggior parte dei servers non ti vuole, Vimeo non ti vuole, Youtube non ti vuole, Facebook ti rende tutto difficile. Trovo che sia difficile emergere quando tutto internet ti è contro.

Toh! — Se dovessi scegliere un porno gay per masturbarti che cosa sceglieresti?

NA — Il mio gusto nella pornografia non è poi così differente dal resto delle altre persone….